Officina Il paesaggio nascosto

L'Officina del volume

Il paesaggio nascosto

Quale comunicazione nei luoghi della complessità

di Eugenio Pandolfini

Approfondimenti relativi al volume

Origini e storia del counseling telefonico

di Eugenio Pandolfini | 22 giugno 2020

L’articolo fa il punto sulle buone pratiche di comunicazione dei paesaggi della salute, ovvero su come sono comunicati benefici per la salute e per l’equilibrio psicologico che le aree verdi assicurano ai cittadini che le utilizzano. In un contesto in cui l’analfabetismo paesaggistico dilaga e molti sono gli equivoci che circolano sulle piante in città, il contributo si centra sui più giovani (i cittadini di domani) e sulle modalità comunicative che li riguardano

Origini e storia del counseling telefonico

di Eugenio Pandolfini | 22 giugno 2020

L’articolo recupera e sviluppa la fase di ricerca propedeutica alla costruzione del modulo #7 del corso, dal titolo Superare l’analfabetismo paesaggistico ai tempi del distanziamento sociale, centrata sull’analisi della percezione di studenti e attori del mondo della scuola in relazione agli effetti benefici del verde. L’analisi sarà svolta individuando un campione di docenti, studenti e personale non-docente di una serie di scuole dell’area metropolitanta di Firenze

La sintesi del volume

Il libro risponde, in termini di ricerca scientifica (Scientia), a uno dei bisogni più chiaramente avvertiti a livello di esperienze e attività che caratterizzano la dimensione quotidiana della vita (Usus): la necessità di una comunicazione «orientata a valorizzare i singoli soggetti, a generare una conoscenza collaborativa, condivisa, cooperativa, basata su precisi valori etici, decisa a liberare l’energia che è dentro ogni uomo» in ambito agricolo e rurale.

Il volume sul paesaggio nascosto, infatti, recupera anni di attività di ricerca per proporre la comunicazione generativa come strumento di community building: un modello di comunicazione che, superando le logiche trasmissive e gerarchiche legate al marketing tradizionale, crei le condizioni perché tutti i soggetti di un determinato territorio possano condividere un progetto di sviluppo nell’ambito del quale ognuno trovi il modo di comunicare, cioè di mettere in comune le proprie risorse.

Da questo focus deriva la scelta di aprire il volume ad una decisa transdisciplinarità, accogliendo riferimenti da aree distanti tra loro (dall’architettura alla sociologia, dall’ecologia all’ingegneria, dall’arte alla letteratura), e di riportare contributi che vanno dalla ricerca di base a quella empirica.

Un esempio di questa particolare impostazione riguarda uno dei concetti più importanti di cui tratta il volume: l’analfabetismo paesaggistico funzionale. L’incapacità di leggere, analizzare e, quindi, di scrivere, progettare e trasformare i propri luoghi di vita – un’ignoranza che, nel contesto della società contemporanea globalizzata, affligge sempre più le popolazioni – è introdotta ricostruendo il contrasto tra gli immaginari del paesaggio propri di diverse categorie di soggetti attraverso i dati raccolti dalla letteratura e dai progetti di ricerca sul campo.

La collana
scientia Atque usus

La collana è espressione di una nuova modalità comunicativa centrata sui contenuti che nasce per accrescere i knowledge di progetto sviluppati attraverso le Officinae e resi pubblici attraverso le Cognitionis Officinae.

Tutti i contenuti pubblicati che emergono dallo sviluppo dei progetti di scientia Atque usus, infatti, non solo possono essere formalizzati in prodotti editoriali, come articoli e libri, ma rappresentano il knowledge attorno a cui far convergere le conoscenze degli esperti e i bisogni degli stakeholder coinvolgendoli fin dalla fase di ideazione  attraverso la creazione di comunità di progetto, di interessi e di valori (community building).

Scopri la collana

I progetti relativi al volume

I paesaggi dell'olio EVO

Corso
"Le bambine, i bambini e la comunicazione di crisi medico-scientifica"

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